Simona Bertozzi

Simona Bertozzi

Laureata al DAMS di Bologna, dal 2007 conduce un percorso autoriale di ricerca e produzione coreografica, creando lavori con danzatori professionisti, ma anche con adolescenti, amatori, richiedenti asilo, immigrati di seconda generazione e atleti.

Nel suo lavoro, la coreografia è un territorio di eventi, un sistema dinamico in cui il corpo diventa motore di inedite punteggiature anatomiche e traiettorie relazionali. Le sue creazioni nascono dall’interazione con altri saperi e discipline corporee, facendo dell’atto creativo un’occasione per accogliere la molteplicità come forma di conoscenza, sempre vitale.

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Nel 2007 vince il concorso coreografico GD’A (Giovani Danzautori dell’Emilia Romagna) e nel 2008 fonda la Compagnia Simona Bertozzi | Associazione Culturale Nexus.

Negli anni i progetti hanno ottenuto sostegni e ospitalità da parte di importanti circuiti regionali, italiani ed europei, mediante coproduzioni e residenze coreografiche con circuitazione nazionale e internazionale.

Nel 2008 è la coreografa italiana selezionata per il festival Aerowaves, The Place Theatre (Londra) e nello stesso anno con il solo Terrestre prende parte al progetto internazionale Choreoroam, sostenuto da British Council/The Place, Dansateliers/Rotterdam e Bassano Opera Festival.

Con il collettivo Gemelli Kessler (Simona Bertozzi, Marcello Briguglio, Celeste Taliani) vince il Coreografo Elettronico 2009 come miglior produzione indipendente con il lavoro di video danza: Terrestre-movement in still life. Nel 2012 il collettivo si occupa della creazione di I was wondering, opera di video danza realizzata per il centenario della nascita di Michelangelo Antonioni.

Negli anni i progetti hanno ottenuto importanti sostegni e coproduzioni, tra cui:

Homo Ludens (2009–2012): quattro episodi danzati sull'ontologia del gioco, con collaborazioni artistiche tra cui il musicista Egle Sommacal e il Collettivo Gemelli Kessler.

Elogio de La Folia (2013): opera coreografica su musiche di Arcangelo Corelli, co-prodotta da Ravenna Festival e musicata dal vivo dal quartetto Delfico Ensemble.

Prometeo (2015/16): progetto strutturato in sei episodi coreografici, alcuni dei quali coprodotti da Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto Centro di Produzione.

Anatomia (2016): creazione condivisa con Francesco Giomi, direttore artistico di Tempo Reale, e Enrico Pitozzi dell'Università di Bologna.

Joie de vivre (2018): co-produzione ERT – Emilia Romagna Teatro Fondazione e Nexus.

Ilinx – Don't Stop the Dance (2019): commissionato e sostenuto dalla Biennale Danza di Venezia.

Tra le linee (2020): spettacolo coprodotto da Torinodanza, MilanOltre, Nexus, Est Ovest Festival nell'ambito di CORPO LINKS CLUSTER.

Quel che resta (2021): produzione Nexus con il sostegno del Centro Nazionale di Produzione della Danza Virgilio Sieni e della Fondazione CR Firenze.

Onde (2023): lavoro dedicato a “The Waves” di Virginia Woolf, coprodotto da Nexus, Festival Danza Estate di Bergamo e Operaestate Festival Bassano.

Athletes: progetto tra danza, sport e vocalità che vede numerose collaborazioni e coproduzioni, tra cui: Festival Aperto / Fondazione I Teatri – Reggio Emilia, Dance Gallery / Teatro Stabile dell’Umbria, Festival Prospettiva Danza, Istituto Italiano di Cultura di Parigi / Rassegna Passions Olympiques.

Negli anni si sono consolidate importanti collaborazioni con artisti e studiosi, tra cui i musicisti Francesco Giomi, direttore artistico di Tempo Reale, Luca Perciballi e Claudio Pasceri; gli studiosi Enrico Pitozzi e Cristiana Natali, docenti dell’Università di Bologna; e la coreografa e danzatrice Tabea Martin, con cui ha co-creato This is my last dance, lavoro che ha avuto un’ampia circuitazione europea, tra cui gli Swiss Dance Days.

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